Ricordi sotto l’albero

Se chiudo gli occhi sento ancora oggi il profumo dell’abete, con la sua resina, che il papà andava a “grattare” in qualche suo misterioso ed impenetrabile bosco…. Lo portava a casa dopo il tramonto, alla sera verso l’ora di cena, spesso con la nebbia per non lasciare nessuna traccia e per non farsi vedere da nessuno! Quando arrivava quell’enorme pino, che spesso si doveva accorciare con la sega essendo troppo alto per passare dalla porta, era sempre una festa. Quello, di lì a poco, massimo il giorno dopo, sarebbe diventato il nostro albero di Natale.

Ed eccolo là, vicino al camino, enorme e maestoso. Pronto per essere addobbato. Io non riuscivo nemmeno ad abbracciarlo! Poi la mamma metteva in primis le lucine. Colorate e ad intermittenza. Rosse, verdi, gialle e blu e io la guardavo con ammirazione per l’impresa che stava per compiere, come si guarda un super eroe all’opera. Veniva la volta delle palline, e quindi anche il mio turno. Si tiravano fuori dalla credenza della sala, quella sotto l’arazzo, dove sono ancora oggi, due scatole e diverse borse piene di addobbi natalizi. Palline rigorosamente di vetro ed ognuna delle quali incartata nella carta velina. C’erano i funghetti, il babbo natale con la barba di cotone ed altre, altre importanti super decorate con brillantini e disegni natalizi. Si proseguiva con i festoni d’oro e d’argento, facili da posizionare e impossibili da rompere e si terminava con la punta che, mettevo io con l’aiuto della mamma che mi prendeva in braccio.

E poi la prova finale. Si abbassavano le saracinesche e si accendevano le luci. Ottimo lavoro mamma. Un gran bell’albero di Natale. E io che le cantavo: “Si accendono e brillano gli alberi di Natale!” e lei che aveva le lacrime agli occhi per l’emozione…

Quelli sono stati i natali più belli, i natali dell’infanzia con la loro magica atmosfera. I Natali “Natali” che si ricorderanno per sempre con l’albero vero e con la spensieratezza di bimba tutta intorno. E accendevamo la candelina sulla finestra, per fare capire a Gesù Bambino dove abitavo io, per trovare la strada per il mio camino. E anche stasera 24 dicembre 2009, quando accenderò la candelina sulla finestra, per far vedere a Gesù Bambino dove abita il mio piccolo Cesare, la mia parte di bimba sarà ancora là, nella grande sala con l’odore di resina e le lucine colorate ad aspettare la sua parte di felicità….

3 commenti
  1. roberta_tomasoni ha detto:

    Mi hai fatto commuovere! Brava Elena questa è la vera essenza del Natale e torniamo a scoprirla solo quando diventiamo genitori e riviviamo i bei momenti attraverso i nostri figli. Buon Natale a te e ai tuoi uomini.

  2. Matteo ha detto:

    Eh sì! la Ele è una gran “blogger”!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: