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Auguri

Come tutti gli anni mi trovo qui a farti gli auguri, papà. E come da 9 anni a questa parte, li faccio a te che ci hai lasciati troppo presto. 9 anni sono già passati da quel giorno in cui alle 7.00 circa mi sono svegliato di soprassalto. Giusto qualche minuto prima dello squillare del telefono. Giusto qualche minuto prima dell’arrivo della brutta notizia.

Il tempo passa ed i ricordi migliori si appannano mentre rimangono vividi quelli più brutti. Alcune sere immagino di andare a casa di mamma a cena e trovarti lì a tavola al tuo solito posto, posto dove adesso mi siedo sempre io il giovedì sera. Penso come sarebbe stato averti al mio fianco mentre facevamo su casa, mentre mi sposavo, mentre nasceva il tuo nipotino… In cuor mio però so che tu c’eri comunque.

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E sono già passati 2 anni, 2 anni da quando ho sentito per la prima volta la tua voce, 2 anni dalla prima volta che ti ho abbracciato, ti ho sollevato, ti ho cullato. 2 anni da quando sei nato.

Mi ricordo il giorno con una ricchezza di particolari come non mai. Non avevi proprio voglia di farti vedere, bricconcello. Dieci giorni di ritardo e rischio induzione… poi all’ultimo, alle 7 di mattina “ti sei messo in ballo”, hai deciso che era giunto il momento. Però anche qui ti si sei fatto attendere. Hai voluto l’ingresso da star. Solo tu in sala parto, tutti lì solo per te.

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Ieri è stata la giornata dei saluti. La giornata in cui ho passato le consegne ai miei, da oggi, ex-colleghi.

Ieri è stata la giornata degli “in-bocca-al-lupo” e dei ringraziamenti per le opportunità di crescita professionale che mi hanno dato.

E’ giunto però il momento di Aria Fresca, di nuovi stimoli, di nuove conoscenze. Ho iniziato nell’ormai lontano 2001, due giorni prima che mi padre diventasse il mio angelo custode, come responsabile IT. Non sto qui ad elencare i nomi delle persone che vorrei ringraziare perchè credo che loro lo sappiano già.

Da lunedì quindi, si inizia una nuova avventura, una nuova sfida, un nuovo capitolo.

Grazie ancora a loro, e fatemi gli auguri!

Se chiudo gli occhi sento ancora oggi il profumo dell’abete, con la sua resina, che il papà andava a “grattare” in qualche suo misterioso ed impenetrabile bosco…. Lo portava a casa dopo il tramonto, alla sera verso l’ora di cena, spesso con la nebbia per non lasciare nessuna traccia e per non farsi vedere da nessuno! Quando arrivava quell’enorme pino, che spesso si doveva accorciare con la sega essendo troppo alto per passare dalla porta, era sempre una festa. Quello, di lì a poco, massimo il giorno dopo, sarebbe diventato il nostro albero di Natale.

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Queste cose lasciano sempre un po’ di amaro in bocca.

BillShrink scrive:

In quale parte del mondo sono le aziende con più reddito ed esattamente quanto stanno raccimolando? Nel 2008, l’azienda pubblica più redditizia sul pianeta, ha realizzato profitti sufficienti per dare ad ogni cittadino americano 146,81 dollari. Gli stessi utili avrebbero potuto comprare ad ogni bambino del pianeta un regalo di Natale del valore di 45 dollari. Tuttavia, ciò non è avvenuto e per la maggior parte delle aziende top, i profitti nel 2009, non arriveranno neanche vicino a quel livello.

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