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Io

Ci sono poi giorni in cui guardi indietro e ti vedi come uno di quei dischi vecchi che hai sentito molte volte ma ora sono a prendere polvere.

Dischi che a prima vista sono perfetti ma che alla luce portano i segni di mille ascolti, solchi longitudinali che interrompono una perfetta armonia.

Devi conviverci con questi solchi, devi trasformare quei leggeri “salti” in un qualcosa che non penalizzino l’ascolto.

Non esiste rimedio per questi graffi. Puoi solo, lentamente, abituare l’orecchio ad una nuova melodia simile a quella originale, non uguale. Può scaturirne un nuovo suono, sporco, è vero, ma non per questo più scadente.

La tua nuova versione, col tempo, potrebbe essere anche più bella di quella originale ma questo tu non puoi dirlo, tu sei di parte. Lascia che a giudicare sia lei. Lascia che lei ascolti questo disco e che sia lei a reinnamorarsene.

(originalmente pubblicato qui)

Come tutti gli anni mi trovo qui a farti gli auguri, papà. E come da 9 anni a questa parte, li faccio a te che ci hai lasciati troppo presto. 9 anni sono già passati da quel giorno in cui alle 7.00 circa mi sono svegliato di soprassalto. Giusto qualche minuto prima dello squillare del telefono. Giusto qualche minuto prima dell’arrivo della brutta notizia.

Il tempo passa ed i ricordi migliori si appannano mentre rimangono vividi quelli più brutti. Alcune sere immagino di andare a casa di mamma a cena e trovarti lì a tavola al tuo solito posto, posto dove adesso mi siedo sempre io il giovedì sera. Penso come sarebbe stato averti al mio fianco mentre facevamo su casa, mentre mi sposavo, mentre nasceva il tuo nipotino… In cuor mio però so che tu c’eri comunque.

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E sono già passati 2 anni, 2 anni da quando ho sentito per la prima volta la tua voce, 2 anni dalla prima volta che ti ho abbracciato, ti ho sollevato, ti ho cullato. 2 anni da quando sei nato.

Mi ricordo il giorno con una ricchezza di particolari come non mai. Non avevi proprio voglia di farti vedere, bricconcello. Dieci giorni di ritardo e rischio induzione… poi all’ultimo, alle 7 di mattina “ti sei messo in ballo”, hai deciso che era giunto il momento. Però anche qui ti si sei fatto attendere. Hai voluto l’ingresso da star. Solo tu in sala parto, tutti lì solo per te.

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Ieri è stata la giornata dei saluti. La giornata in cui ho passato le consegne ai miei, da oggi, ex-colleghi.

Ieri è stata la giornata degli “in-bocca-al-lupo” e dei ringraziamenti per le opportunità di crescita professionale che mi hanno dato.

E’ giunto però il momento di Aria Fresca, di nuovi stimoli, di nuove conoscenze. Ho iniziato nell’ormai lontano 2001, due giorni prima che mi padre diventasse il mio angelo custode, come responsabile IT. Non sto qui ad elencare i nomi delle persone che vorrei ringraziare perchè credo che loro lo sappiano già.

Da lunedì quindi, si inizia una nuova avventura, una nuova sfida, un nuovo capitolo.

Grazie ancora a loro, e fatemi gli auguri!